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Come capire se un sito web è penalizzato da Google (e come risolvere)

Come capire se un sito web è penalizzato da Google (e come risolvere)

Google continua ad evolvere il suo algoritmo per contrastare tecniche di ottimizzazione forzate e premiare siti web e contenuti di qualità. In un recente articolo abbiamo approfondito gli ultimi update del motore di ricerca e il loro impatto sulle serp: vediamo ora come scoprire se il nostro contenitore è stato penalizzato e come risalire alle cause.  


Le tipologie di penalizzazioni Google

Innanzitutto è importante fare una prima distinzione tra penalizzazioni manuali e algoritmiche:

Penalizzazioni manuali - Le penalizzazioni inflitte da Google possono colpire l’intero sito o solamente determinate pagine. Nel caso specifico sono applicate direttamente dal team Google e accompagnate da una segnalazione. Potete verificare eventuali comunicazioni accedendo alla Google Search Console, nella sezione Traffico di ricerca - Azioni manuali (in caso di penalizzazione vi verrà indicato anche il motivo, per cui sarà più semplice agire per risolvere la situazione).

Penalizzazioni algoritmiche – L’algoritmo lavora per individuare autonomamente i siti e le pagine web che non rispettano le linee guida e gli standard di qualità graditi al motore di ricerca. Le penalizzazioni non sono comunicate e per questo motivo diventa complicato e impegnativo risalire alla causa.

Generalmente Google utilizza tre tipologie di “punizioni”:

  1. Ban - In presenza di violazioni e tecniche valutate come gravi, il sito o la pagina vengono eliminati dalle serp e dunque non più visibili sul motore di ricerca.
  2. Declassamento - Penalizzazione definitiva o temporanea che provoca un calo (o un crollo) dei posizionamenti. Il sito continua ad essere indicizzato, ma paga in visibilità.
  3. Filtri - Eliminazione dalla query delle pagine di bassa qualità e poco originali (specie se trattano gli stessi argomenti di altre pagine di valore ben superiore).

Le tecniche SEO a rischio

Link spam

Una buona rete di link in entrata garantisce il miglior posizionamento e la crescita esponenziale del traffico. In passato i professionisti della SEO avevano margini ben più ampi per la costruzione artificiale della link popularity: pratiche come la creazione di link spam o di tecniche spinte come i PBN potevano essere sfruttate al fine di manipolare il posizionamento e senza subire nessuna conseguenza. Per questo nel 2002 Google ha lanciato l’algoritmo Penguin, oggi integrato nel core algorithm, mirato a penalizzare i siti che utilizzano pratiche scorrette di link building. La costruzione di una rete di link di valore resta una delle principali tecniche da utilizzare per scalare le serp, ma è importante creare un profilo "naturale" di backlink per mettere un sito in salvo da possibili penalizzazioni.

Dominio Ombra

Lo Shadow Domain rientra a pieno titolo nelle tecniche di Black Hat Seo: sostanzialmente si tratta di un sito web costruito appositamente per gli spider dei motori di ricerca, che sfrutta keyword presenti nel dominio stesso e che ospita contenuti sovra-ottimizzati con l’unico scopo di ottenere il miglior posizionamento (ignorando del tutto la qualità). Il traffico generato viene indirizzato su un altro sito web, condizione che può portare a una pesante penalizzazione o all’esclusione dall’indice del motore.   

Pagine Doorway

Si tratta di pagine create per essere posizionate in alto nei risultati di ricerca relativi a query specifiche. Rimandano a diverse pagine simili e ogni risultato conduce l’utente alla stessa destinazione.  

SEO Cloaking

Il metodo consente di presentare contenuti differenti a seconda dell’user. Non si tratta di una tecnica dannosa in assoluto: ad esempio può essere utile per offrire versioni diverse dello stesso sito a seconda del browser. Il problema sorge quando si crea una versione ottimizzata di un sito ad uso e consumo degli spider, che appare diverso all’utente. Una pratica che può portare a una penalizzazione definitiva come l’esclusione dall’indice.

Keyword Stuffing

L’eccessiva ripetizione delle parole chiave all’interno del sito rientra nelle tecniche SEO meno gradite dal motore perché in passato abusate.   

Testo nascosto

Altra pratica abusata agli albori della SEO. Si parla di testo nascosto quando il colore del testo si confonde con quello dello sfondo o il CSS viene utilizzato per non far comparire il testo. Il tutto al fine di nascondere keyword competitive o testo sovra-ottimizzato.

Contenuti di bassa qualità o duplicati

In questo caso rischiano la penalizzazione:

  • Pagine e siti con eccessiva pubblicità, che limitano la fruizione del contenuto
  • Contenuti di bassa qualità, scarni e/o duplicati
  • Contenuti che non soddisfano l’utente e lo spingono all’abbandono del sito in tempi rapidi
  • Abuso di affiliazioni, specie per link che non utilizzano il Dofollow

Si aggiungono i segnali aggiuntivi per le pagine di News valutabili come di bassa qualità:

  • Siti che imitano altri siti molto noti
  • Siti che contengono contenuti inesatti, costruiti unicamente per la monetizzazione
  • Siti che creano disinformazione
  • Siti con teorie di cospirazione o fake news
  • Siti che presentano notizie scientifiche di scarsa attendibilità
  • Siti che promuovono odio o violenza
Penalizzazioni Google: come scoprirle

Come scoprire se il tuo sito web è penalizzato da Google

In caso di penalizzazione manuale, come detto, un messaggio nella Search Console di Google ci indicherà i motivi del declassamento e sarà possibile intervenire per tentare di risolvere al più presto il problema. In caso di penalizzazione da algoritmo, invece, individuare le cause potrebbe rivelarsi decisamente complicato. Generalmente il campanello d’allarme scatta quando gli strumenti di analisi del traffico evidenziano un calo vistoso delle visite al sito web o un crollo vertiginoso del posizionamento di una specifica pagina. Esistono diversi strumenti che possono aiutarci nella diagnosi.

  • Screaming Frog – Il tool può aiutarci a circoscrivere una penalità di Google perché è in grado di emulare il comportamento degli spider del motore di ricerca. Legge il contenuto di una pagina web come se fosse un tracker e ci permette di effettuare un’analisi approfondita e meticolosa dello stato dell’arte.
  • Majestic – È uno strumento irrinunciabile che consente di effettuare un’analisi dettagliata dei link in entrata e del loro valore. Ancor più utile se si sospetta una penalizzazione relativa ai backlinks.
  • Strumenti di analisi – Tra le diverse piattaforme per l’analisi seo di un sito web segnaliamo SeoZoom e SemRush. Entrambe le console offrono una panoramica completa per l’analisi di un contenitore e diversi tool funzionali come l’audit del sito, le performance, il profilo dei backlink, le parole chiave e il posizionamento.
  • Siteliner – In caso di possibile penalità relativa ai contenuti consigliamo Siteliner, un tool gratuito che può aiutarti a capire se uno dei tuoi contenuti riprende in toto o in parte un testo già esistente e utilizzato altrove.  
  • Google Search Console -  È lo strumento principe per capire come Google vede e valuta il tuo sito. Offre una panoramica esatta della situazione ed evidenzia eventuali criticità. Consigliamo l’utilizzo frequente della funzione “Visualizza come Google”, che permette di simulare come il motore di ricerca esegue la scansione dell’URL del sito e ci offre informazioni sulla risposta, la velocità e le performance. Utilissimo per rilevare gli errori di base.
Qualità di un sito web: come evitare le penalizzazioni

Come evitare le penalizzazioni di Google

La parola d’ordine è qualità: al momento il motore di ricerca premia siti e portali autorevoli che rispondono alle linee guida dei quality raters, che ospitano contenuti originali e realmente utili per l’utente, sicuri e basati su una struttura ottimizzata che permette performance elevate.

Hai bisogno di un’analisi approfondita e professionale del tuo sito web? Hai subito un vistoso calo del traffico e non riesci ad individuare le cause? Contattaci per una SEO Audit dettagliata!

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